La Corte di Cassazione, con la pronuncia della Sezione Lavoro del 6 febbraio 2026, n. 2678, ha affrontato un tema cruciale per le aziende: il legame tra Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC), flussi informativi e diritto alle agevolazioni contributive. L'articolo 1, comma 1175, della legge 296/2006 subordina la fruizione dei benefici normativi e contributivi al possesso del DURC da parte dei datori di lavoro.
La Suprema Corte ha stabilito che osta alla fruizione di agevolazioni contributive un DURC interno negativo qualora l'irregolarità sia fondata nell'inadempimento relativo non solo al versamento dei contributi, ma anche alle sole comunicazioni obbligatorie a carico del datore di lavoro. La finalità del DURC, infatti, è la tutela del lavoro regolare, motivo per cui la regolarità contributiva deve poter essere sempre verificata in via telematica in tempo reale. Un inoltro corretto e completo delle comunicazioni sulle informazioni retributive e contributive, attraverso i modelli DM e i flussi UNIEMENS, è necessario per il corretto calcolo della contribuzione.
In presenza di un'irregolarità, l'ente previdenziale trasmette un invito a regolarizzare. L'interessato ha a disposizione un termine di quindici giorni per sanare la propria posizione. Qualora l'inadempimento non sia sanato nel termine indicato dall'invito a regolarizzare, non può essere rilasciato un DURC regolare.
Un aspetto fondamentale ribadito dalla giurisprudenza riguarda la regolarizzazione postuma. I giudici di legittimità hanno confermato l'irrilevanza di successive regolarizzazioni intervenute al di fuori dei termini dello speciale procedimento di invito a regolarizzare. Ammettere la regolarizzazione postuma andrebbe a vanificare lo scopo della normativa, la quale aggancia la costante regolarità contributiva al diritto agli sgravi contributivi.
Di conseguenza, l'ambito degli inadempimenti contributivi viene interpretato estensivamente: sono posti sullo stesso piano il ritardo nel versamento della contribuzione dovuta e il ritardo nella rettifica della denuncia contributiva.
Questa analisi dimostra la complessità della materia. Una consulenza professionale è fondamentale per analizzare il caso specifico.
