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Avv. Conti Massimiliano

Fideiussione e Tutela del Consumatore: La Cassazione si Pronuncia sulla Vessatorietà delle Clausole e l'Onere

2025-08-26 16:04

Avv. Massimiliano Conti

Fideiussione e Tutela del Consumatore: La Cassazione si Pronuncia sulla Vessatorietà delle Clausole e l'Onere della Prova

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione, la n. 20773/2025, si rivela un punto di riferimento fondamentale per chiunque operi nel settore del d

Una recente ordinanza della Corte di Cassazione, la n. 20773/2025, si rivela un punto di riferimento fondamentale per chiunque operi nel settore del diritto bancario, offrendo chiarimenti su temi cruciali come la fideiussione, la tutela del consumatore e l'onere della prova nelle cessioni di crediti. La pronuncia, respingendo il ricorso di una società cessionaria e di conseguenza l'azione revocatoria da essa proposta, consolida principi a favore del fideiussore consumatore.

 

I Punti Salienti della Sentenza

 

1. Nullità della Clausola Derogatoria all'art. 1957 c.c. La Corte ha confermato la decisione della Corte d'Appello di Venezia, che aveva dichiarato la nullità di una clausola contenuta nel contratto di fideiussione. La clausola in questione esonerava la banca dall'onere di agire entro sei mesi dalla scadenza dell'obbligazione principale, come previsto dall'art. 1957 c.c.. I giudici hanno stabilito che tale clausola è vessatoria, in quanto crea un "significativo squilibrio" a danno del fideiussore, precludendogli la facoltà di eccepire la decadenza della garanzia. La decisione ribadisce che la disciplina del Codice del Consumo si applica anche ai contratti di fideiussione quando il fideiussore riveste la qualifica di consumatore.

 

2. L'Onere della Prova della Trattativa Individuale La sentenza affronta anche la questione della trattativa individuale. La ricorrente aveva sostenuto che la clausola fosse stata oggetto di una negoziazione specifica, ma la Cassazione ha respinto tale tesi. Il giudice ha ribadito che spetta al professionista (la banca o la società cessionaria) dimostrare che la clausola, potenzialmente vessatoria, sia stata effettivamente frutto di una "trattativa individuale, seria ed effettiva". La mera qualifica professionale del fideiussore (nel caso specifico, un notaio) o l'aggiunta di una dicitura a penna non sono sufficienti per superare la presunzione di vessatorietà.

 

3. La Legittimazione del Cessionario di Crediti in Blocco Un altro aspetto di rilievo riguarda la legittimazione delle società cessionarie. La Corte ha chiarito che, nel caso di cessione di crediti "in blocco" ai sensi dell'art. 58 del D.Lgs. n. 385 del 1993, è sufficiente a dimostrare la titolarità del credito la produzione dell'avviso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. L'avviso, infatti, permette di individuare senza incertezze i rapporti ceduti, a condizione che gli elementi comuni (come la classificazione del credito "a sofferenza" ad una certa data) siano specifici.

 

4. Il Legame tra Credito e Azione Revocatoria Infine, la sentenza si è pronunciata sull'azione revocatoria ordinaria avviata dalla società cessionaria. La Cassazione ha dichiarato il venir meno dell'interesse ad agire, poiché l'azione revocatoria è strettamente legata all'esistenza del credito che si intende tutelare. Avendo il primo giudizio accertato che il credito nei confronti del fideiussore non sussisteva più, a causa dell'estinzione della garanzia, è venuta meno la condizione stessa per esercitare l'azione revocatoria.

 

Implicazioni Pratiche per Avvocati e Consumatori

 

Questa sentenza consolida un orientamento giurisprudenziale a tutela del consumatore, sottolineando che non è sufficiente la semplice formalità contrattuale per validare clausole che alterano l'equilibrio tra le parti. È un monito per gli istituti bancari e le società di gestione crediti a valutare attentamente i contratti e a rispettare le tutele previste dal Codice del Consumo. Per i fideiussori, la decisione rappresenta un'importante conferma dei loro diritti, in particolare quello di non rimanere obbligati indefinitamente a causa di clausole abusive.

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